Sollievo post trauma

Tsunami


Più di 750 volontari di AIVU e Arte di Vivere si sono attivati immediatamente assicurando soccorso diretto nelle aree colpite dal disastro.

440 tonnellate di beni di prima necessità (per un valore di circa 33 milioni di dollari) sono state

distribuite in Tamil Nadu (India) e in Sri Lanka. I volontari hanno ricostruito alloggi di emergenza.

Stanno progressivamente realizzando strutture per l'adozione di più di 5000 bambini.

• Per aiutare le persone rispetto alle difficoltà e ai bisogni psicologici dovuti agli effetti dello stress post-traumatico conseguente all'esperienza della devastazione sono stati attivati corsi e interventi di cui hanno beneficiato più di 3500 persone.

11 campi di assistenza sono stati organizzati nelle lontane isole di Port Blair, Andaman e Nicobar, dove sono stati distribuiti generi alimentari e medicinali ogni giorno a più di 5000 sopravvissuti. E' assicurato un ponte aereo di acqua potabile diventata scarsa a causa del disastro. 15 team di medici altamente qualificati e volontari hanno lavoratonei villaggi più remoti della costa del Tamil Nadu (India), assicurando le cure necessarie nelle zone di Cuddalore, Nagapattinam e Chennai.
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Tamil Nadu: nei villaggi più remoti della costa del Tamil Nadu (India), nelle zone di Cuddalore,

Nagapattinam e Chennal, sono state raggiunte più di 4800 persone. Nella zona dello Srinivasapuram tutti i bambini orfani sono stati adottati grazie alle iniziative di AIVU.

Sri Lanka:   Nello Sri Lanka, le zone di Tissamaharama, Matara e Hambantota sono alcune delle principali regioni dove AIVU e Arte di Vivere hanno lavorato, assicurando forniture di generi di prima necessità e alimentari e un team di 45 medici e paramedici che, seguendo i volontari hanno lottanto instancabilmente contro le avverse condizioni per fornire aiuto alla popolazione locale. Sono stati attivati campi per ospitare oltre 5000  bambini orfani.

"Le condizioni qui sono difficili. È più dura perché le persone hanno perso il desiderio di vivere" dice Sajeev Vadeira, uno dei coordinatori del programma d'intervento IAHV. "Nonostante ciò siamo attivi anche in zone remote, dove altre organizzazioni non si avventurano a causa della mancanza di strade e di infrastrutture. E per la gente la nostra presenza è preziosa. La polizia locale è stata di grande aiuto nell'assicurarci indicazioni e permessi per attivare vari campi di assistenza." L'emergenza si rinnova però continuamente: "In questo momento stiamo facendo fronte a una reale ed acuta penuria di medicinali e attrezzature chirurgiche" aggiunge Sajeev. "Per curare i bambini abbiamo a disposizione strumenti medici di base limitati che, se non troviamo presto forniture chirurgiche e mediche adeguate, potrebbero rivelarsi insufficienti".

AIVU e Arte di vivere, con una rete di volontari in 142 nazioni, hanno lavorato affiancando al piano di intervento di emergenza un piano di riabilitazione a lungo termine volto ad occuparsi dei bisogni mentali e psicologici ossia degli effetti dello stress post-trauma che colpisce i sopravvissuti.

Terremoto in Gujarat, India, 26 gennaio 2001

Un terremoto mortale ha colpito il Gujarat il 26 gennaio 2001 alle 8.45. La regione del Kutch è stata la zona più colpita con migliaia di morti e centinaia di case rase al suolo. AIVU e Arte di Vivere sono entrate immediatamente in azione.  Alle 10.00 del giorno stesso i nostri volontari avevano già costituito una squadra di salvataggio e riabilitazione.

L'intervento di ricostruzione e poi di riabilitazione e sviluppo socio-economico è stato uno dei più completi interventi di AIVU.
  • 2 Campi di emergenza in cui è stato distribuito cibo a 30.000 persone
  • Intervento di riabilitazione dalla sindrome da stress post traumatico per 100.000 persone in 120 villaggi 
  • Costruite 124 case antisismiche
  • Il villaggio di Nana Dahisara è stato preso in carico AIVU e Arte di Vivere per la completa ricostruzione e riabilitazione
  • Distribuzione di kit d'emergenza
  • Ricostruita una scuola superiore a Ratanapus
  • Costruito un edificio per ospitare i giovani a Nilpara e uno a Rapar
  • Costruite 15 scuole di 10 classi l'una in 12 villaggi dell'area
  • Facilitato il processo di creazione di cooperative
  • Intervento per lo sviluppo delle comunità attraverso i giovani leader formati nel programma YLTP; Youth Leadership training Programm

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